Da diverso tempo, per tanti studi esiste un cruccio comune: si lavora in reazione ai cambiamenti e alle richieste di fattori esogeni quali clienti e legislatore. Il tempo di pianificare e ponderare l'utilità delle attività svolte è infatti fagocitato dagli impegni quotidiani, e lavorare d'anticipo sembra un obiettivo veramente difficile da raggiungere e mantenere nel tempo. Serve tempo per farlo, ma quest'ultimo manca a causa degli impegni. Come per un gatto che si morde la coda e traccia dei cerchi nel terreno, non si riesce a progredire; o peggio, non si riesce a trovare un inizio e una fine alla gestione di questo problema.
Perdonatemi la similitudine, non vuole rendere il problema banale ma comprensibile, perché l'alternativa al capirlo è il non affrontarlo e il rimandarlo. E la diffusione stessa di questo problema ci dà evidenza empirica del fatto che non è così strano trovarsi nella situazione di affanno, né banale uscirne. Oggi, quando ci si confronta, si è comprensibilmente più stanchi del solito. Per evitare l'esaurimento nervoso nostro e del personale, è necessario tornare saldamente al timone, almeno fino a quando il mare all'orizzonte non risulterà meno mosso e grigio. L'alternativa? Essere in balia delle onde.
Voglio trasmettere l'urgenza di agire, perché l'alternativa al giocare in reazione è pianificare e investire nell'organizzazione. Senza averne inteso l'importanza ciò non accadrà, soprattutto perché la scelta è aggravante nel brevissimo periodo, e solo intuitivamente azzeccata (ma comunque incerta) su orizzonti più estesi. Pianificare e controllare equivale a sapere, e voglio concludere che sapere è potere. Conoscere è l'unico vero fondamento per decisioni realmente azzeccate e coerenti con i vostri obiettivi. Sapere dove e cosa guardare permette di assimilare come i fattori cambiano e come formulare la nostra migliore risposta. Questo è il massimo che possiamo fare e nonostante l'intuito, il “savoir-faire” fosse sufficiente in passato, dobbiamo ricordarci che questo metodo risulta efficace quando i fattori in gioco sono conosciuti. In terra sconosciuta, forse ostile, l'intuito lascia il tempo che trova e ci lascia il fianco scoperto alla possibilità di errore. Al “Savoir-faire” oggi bisogna aggiungere il “Faire savoir” ovvero il far sapere, il coinvolgere le persone nei nostri ragionamenti grazie all'informazione. E l'ottenere informazioni è oggi imprescindibile perché gli equilibri storici sono sotto assedio, quindi diventa importante tutelarli.
Per esempio, storicamente il lavoro per il cliente risultava abbastanza prevedibile, ricavando i volumi dell'anno successivo dall'impegno dell'anno precedente: ma quest'anno? Quest'anno no. Loro malgrado, alcune aziende stanno lavorando con i motori al minimo, altre hanno visto impennare i volumi e questo si rifletterà sull'impegno dello studio nonché, a caduta, sull'onorario esigibile. E fate attenzione, perché se il cliente sta “pagando troppo” ci pensa lui a dirvelo, ma se sta pagando poco è una speranza vana. E vogliamo veramente attendere la contestazione della fattura? Reagire alla seppur motivata richiesta di sconto? Vi invito a non farlo, ad anticipare il cliente senza metterlo nella posizione di sentirsi trattato come un numero, di sentirsi immotivatamente ignorato in un momento di difficoltà.
E con la struttura? Se cambiano i volumi cosa succede alle ore che si “svuotano”? Ricordate la legge di Parkinson? Le ore verranno impiegate in altre attività, in automatico, senza rendersene conto, e la struttura sprecherà risorse perché inconsapevole della possibilità di usarle in altro modo. Queste risorse vengono sottratte alle attività di rilancio che servono e che vorreste metter in campo, il che equivale a un grandissimo e penalizzante autogol.
Quest'anno è uno spartiacque importante e se sapremo saltarne fuori bene sarà un merito, non un evento fortunato o una matassa che si sgroviglia da sola. Quest'anno premierà la preparazione, la conoscenza e la capacità di gestire l'impresa. Reagire all'imprevisto è imprescindibile, doveroso. E ritengo che lo stesso valga per l'agire su ciò che si può prevedere.
