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Contabilità e bilancio 23 Settembre 2020

Schemi fissi per i bilanci del Terzo settore

La scelta del rendiconto per cassa sarà subordinata al superamento della soglia di 220.000 Euro di ricavi nell'esercizio precedente.

Sebbene se ne parli ormai dal 2016 e siano passati ben 4 Governi, sembrerebbe in dirittura d'arrivo il decreto di attuazione del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. In attesa del suo arrivo, si può già prendere in esame la composizione e struttura del bilancio che questi enti saranno chiamati a redigere, qualora dovessero superare la soglia dei 220.000 euro di ricavi, rendite, proventi o entrate comunque determinate. Tale parametro dimensionale dovrà essere verificato nel bilancio dell'esercizio precedente. Inoltre, nel computo delle entrate dovranno essere esclusi eventuali disinvestimenti, cioè le alienazioni a qualsiasi titolo di elementi aventi natura di immobilizzazioni, in quanto si tratta di entrate non afferenti alla gestione corrente dell'ente; fuori dal perimetro anche le entrate relative al reperimento di fonti finanziari. Così come dispone l'art. 13, D.Lgs. 2.08.2017, n. 117, il contenuto minimo del bilancio degli enti del Terzo settore deve essere redatto in conformità alla modulistica definita con decreto del Ministero del Lavoro (D.M. 5.03.2020). Emerge che il bilancio dovrà essere formato da stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione. Tali prospetti, così come disciplinato dalla norma, dovranno essere predisposti secondo il principio di competenza economica. La predisposizione sarà conforme alle clausole generali, ai principi generali di bilancio e ai...

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