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GESTIONE D'IMPRESA 01/07/2020

Segnalazioni alla Centrale rischi: precisazioni della Banca d'Italia

In tempi di crisi di liquidità, situazioni negative possono aggravare ulteriormente i problemi finanziari delle imprese: alle banche, quindi, sono stati dettati criteri da rispettare.

Tra i problemi che ha trascinato con sé il blocco delle attività economiche per contenere l'epidemia da Covid-19, rileva la forte carenza di liquidità delle imprese, per lo più riconducibile ai mancati incassi. Mentre quelle ben patrimonializzate sono in grado, almeno temporaneamente, di far fronte agli impegni assunti, le imprese meno patrimonializzate e con una gestione finanziaria debole necessitano del continuo ricorso al credito bancario per sostenere sia l'attività, sia gli impegni.
Accedendo al credito bancario, le imprese sono segnalate alle Centrali dei rischi: banche dati che raccolgono le informazioni relative all'indebitamento verso il sistema bancario e finanziario, e che sono utilizzate dagli stessi intermediari per valutare la capacità dei clienti di restituire i crediti concessi. Relativamente alle “Garanzie Covid-19” e agli “Accordi a saldo e stralcio” la Banca d'Italia, con comunicazione del 19.06.2020, ha precisato agli intermediari i criteri da rispettare per le segnalazioni alla Centrale dei rischi (CR) gestita dalla stessa Bankitalia che, si rammenta, censisce i crediti concessi (finanziamenti e garanzie) per importi pari o superiori a € 30.000.
Per quanto riguarda le Garanzie Covid-19, le banche non devono segnalare in CR, nella categoria garanzie ricevute, le garanzie pubbliche concesse in base a leggi, decreti e provvedimenti normativi, nè quelle rilasciate automaticamente, al ricorrere di determinati presupposti. Per esempio, ai sensi del D.L. 23/2020, non vanno segnalate le garanzie concesse dal Fondo di garanzia per le PMI nonché, ai sensi dell'art. 56 D.L. 18/2020, quelle concesse dalla Sezione speciale del medesimo Fondo.
In ordine agli accordi transattivi “a saldo e stralcio”, i criteri segnaletici ai quali gli intermediari devono attenersi riguardano le seguenti casistiche:
accordo che prevede il pagamento della somma concordata contestualmente alla stipula o comunque in unica soluzione: la banca segnala il cliente nella categoria “sofferenze-crediti passati a perdita” per la quota di credito stralciata e nessuna segnalazione è dovuta per cassa tra le “sofferenze”;
accordo che prevede un piano rateale di rimborso da subito efficace: la quota che il cliente si è obbligato a rimborsare configura un nuovo finanziamento rateale (piano di rientro). La banca segnala il cliente nella categoria “sofferenze-crediti passati a perdita” per l'importo stralciato e non effettua alcuna segnalazione tra le “sofferenze”. Nelle date contabili successive, la banca deve segnalare tra le “sofferenze” la quota di credito da rimborsare con importi decrescenti in corrispondenza dei pagamenti via via ricevuti, fino al pagamento dell'ultima rata concordata, nessun'altra segnalazione è dovuta;
accordo efficace con il pagamento dell'ultima rata: il cliente si impegna a eseguire i rimborsi secondo un definito piano di rientro e fino a una determinata rata, con l'intesa che la restante parte del debito non rimborsata verrà cancellata se il cliente provvede regolarmente a pagare una parte del credito. La banca segnala il debitore nella categoria “sofferenze” per importi via via decrescenti fino al pagamento dell'ultima rata concordata, e tra le “sofferenze-crediti passati a perdita” l'importo del credito non riscosso, in corrispondenza del pagamento dell'ultima rata e il credito è estinto.
Inoltre, è stato ricordato il necessario rispetto degli obblighi di informazione e trasparenza nei confronti dei clienti: prima di stipulare accordi “a saldo e stralcio” le banche devono chiarire le conseguenze che questi comportano in termini di segnalazioni alla CR, soprattutto se l'intervenuto accordo comporta la segnalazione nella categoria “sofferenze-crediti passati a perdita”. Inoltre, devono evidenziare che gli intermediari finanziari possono consultare le informazioni della CR al massimo fino agli ultimi 36 mesi, mentre il soggetto segnalato (l'interessato) può accedere alle informazioni che lo riguardano senza limiti di tempo.