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Imposte e tasse 20 Giugno 2023

Semplificazione e novità della riforma fiscale: l’autotutela

Nella riforma fiscale a nostro avviso dovrebbe essere rivisto l’istituto dell’autotutela: sogno o realtà? Cerchiamo di spiegare in modo semplice come funziona e come, secondo noi, dovrebbe funzionare.

L’autotutela cos’è? Ricevo, ad esempio, un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, oppure una cartella di pagamento non preceduta da alcun avviso, e ai sensi del D.M. 11.02.1997, n. 37 posso richiedere all’Ufficio, che ha emanato l’atto, il riesame dell’atto stesso e l’annullamento totale o parziale di questo. Il problema consiste nel fatto che nel caso, ad esempio, di avvisi di accertamento oppure della cartella di pagamento la presentazione dell’istanza di autotutela non sospende i termini per la proposizione del ricorso, 60 giorni dalla data della notifica; quindi, in mancanza di accoglimento oppure di mancata risposta dell’Ufficio sarà necessario, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto proporre ricorso, verificando se sia applicabile o meno la mediazione tributaria. Ma non tutto funziona così: nel caso di avvisi ricevuti dai Comuni ad esempio per l’Imu, il regolamento di contabilità comunale può prevedere, come abbiamo assodato nel caso di accertamenti per l’esonero da Imu per abitazioni principali di coniugi residenti in Comuni diversi, che l’istanza di autotutela sospenda i termini a seguito di presentazione dell’istanza stessa, per un numero di giorni pari a quelli decorrenti dalla data di notifica a quelli di presentazione dell’istanza (cioè ho presentato la domanda di autotutela 10 giorni dalla notifica...

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