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Imposte e tasse 29 Maggio 2020

Si fa presto a dire contributo a fondo perduto

In realtà le difficoltà applicative dell'art. 25, D.L. 19.05.2020, n. 34, sono più di una e impediscono, in molte situazioni, di determinare con certezza sia i requisiti di accesso, sia l'importo spettante. Lo spaventevole meccanismo Iva.

Uno dei primi problemi da risolvere in relazione all'art. 25 del "Decreto Rilancio" (D.L. 19.05.2020, n. 34), è verificare se il contribuente rientri fra i soggetti ammessi dall'art. 25 al contributo a fondo perduto. Rispetto alle prime bozze del provvedimento, la versione finale del decreto contiene infatti un'esclusione generalizzata per tutti i lavoratori dipendenti e per i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria. Si tratta di una barriera poco giustificabile che dovrebbe, questo almeno è l'auspicio di molti, trovare un'equa soluzione nel corso dei prossimi lavori parlamentari di conversione del decreto. Una volta appurata l'appartenenza del contribuente ai soggetti aventi diritto al contributo a fondo perduto, occorrerà poi controllare, da un punto di vista meramente oggettivo, che non abbia superato il limite di 5 milioni di euro di ricavi o compensi nel corso del periodo d'imposta precedente a quello 2020. I contribuenti che hanno superato tale soglia sono infatti esclusi, sulla base del già citato art. 25, c. 5 D.L. 34/2020. Siccome per la quasi generalità dei contribuenti il periodo d'imposta precedente è il 2019, tale verifica richiederà la predisposizione, della dichiarazione dei redditi di tale annualità, quantomeno a grandi linee, nei quadri relativi ai redditi d'impresa e/o di lavoro autonomo. Ma la verifica più...

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