Smart working dall'Italia per gli expatriates: la tassazione?
L'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti sul trattamento fiscale delle retribuzioni di lavoratori distaccati all'estero che svolgono attività in modalità agile dall'Italia.
Con risposta all'interpello n. 458/2021 l'Agenzia delle Entrate fornisce un chiarimento sul trattamento fiscale da applicare alle retribuzioni per lavoro dipendente erogate a soggetti residenti che, a causa dell'emergenza sopraggiunta per Covid-19, svolgono l'attività lavorativa in modalità smart-working dall'Italia e non dal Paese in cui sono stati distaccati.
Tale situazione durante il periodo di Covid-19 è divenuta comune, permettendo o costringendo lavoratori distaccati all'estero a rientrare nel Paese d'origine per svolgere da lì l'attività lavorativa in modalità agile. Risulta, quindi, di particolare interesse la risposta dell'Agenzia delle Entrate.
L'istante rappresenta dubbi in merito agli obblighi di sostituzione d'imposta relativamente alla tassazione del reddito da lavoro dipendente prodotto in tale situazione.
Innanzitutto viene precisato che l'OCSE ha suggerito di non considerare le situazioni temporanee determinate dalla "causa di forza maggiore" in atto, facendo riferimento ai comportamenti che sarebbero stati tenuti in uno scenario di normalità, senza invece dare rilevanza alle deviazioni dettate dall'emergenza, tuttavia le variabili da considerare sono svariate.
Di regola, in base alle disposizioni OCSE, l'attività di lavoro dipendente è esercitata nel luogo ove il dipendente è fisicamente presente mentre svolge il lavoro a...