Smart working: lavorare di più e (non) produrre di meno
Non tutti hanno avuto un'esperienza positiva negli scorsi mesi. Oggi è necessario vincere la sfida determinata dall'accelerazione repentina dei cambiamenti di mercato iniziati alcuni anni fa. Siamo adeguatamente attrezzati per farlo?
Alla luce dei recenti sviluppi, ci stiamo tutti rendendo conto che i prossimi mesi rappresenteranno una difficile arena nella quale lottare (lavorare). Una situazione in cui gli equilibri gestionali e operativi dello studio verranno ulteriormente messi alla prova. Complessità aggiunte nella gestione della struttura, del cliente e del corretto andamento economico dello studio. Consideriamolo un importante stress test dal quale non possiamo uscire sconfitti e che, purtroppo, non possiamo permetterci il lusso di evitare.
Partiamo dalle persone: è diverso lavorare in studio rispetto a un'operatività remota? Certamente sì, e la seconda è più semplice se si sa esattamente cosa si deve fare. Se siete da soli a casa a lavorare, voi che siete realmente indipendenti, probabilmente lavorate addirittura meglio. Tuttavia, non tutte le risorse hanno raggiunto questo livello di autonomia e non sempre le dotazioni tecnologiche sono all'altezza della sfida.
Il vero rischio è di lavorare più ore che in studio e “produrre” meno. È una questione organizzativa: non si ha tutto sottomano, non si ha una scaletta di priorità, si può rimandare “a dopo cena” e i tempi di confronto sono più lunghi perché lo scambio verbale si trasforma in e-mail e telefonate. Anche a questo aspetto, il confronto e la crescita professionale, vi invito a prestare attenzione perché ha effetti...