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Gestione d'impresa 19 Marzo 2020

Smart working, opportunità e misure di sostegno

In questi giorni di emergenza le aziende stanno ricorrendo al lavoro agile per evitare il blocco delle attività produttive, con l’auspicio che possa diventare una modalità sempre più frequente anche grazie ai contributi pubblici.

In questi ultimi giorni, a seguito delle limitazioni per contrastare la diffusione dell’epidemia, molte imprese hanno adottato piani di lavoro agile (o smart working), per evitare che si fermi il ciclo produttivo. Attraverso lo smart working il rapporto di lavoro subordinato è slegato da vincoli di orari, spazi e strumenti da utilizzare, a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. La L. 81/2017 che ha istituito il lavoro agile in Italia ne disciplina gli aspetti operativi legati alla flessibilità organizzativa, le modalità di sottoscrizione dell’accordo individuale e l’utilizzo della strumentazione che consentono al lavoratore di operare da remoto. Per attivare lo smart working è necessaria la stipula di un accordo individuale scritto tra azienda e dipendente, che deve essere inviato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso un’apposita piattaforma informatica. In questa fase di emergenza l’uso del lavoro agile è stato temporaneamente semplificato: il D.p.c.m. 8.03.2020 prevede l’applicazione automatica del lavoro agile, sostituendo l’obbligo dell’accordo individuale con una semplice comunicazione da inviare entro 5 giorni dall’attivazione. Quindi, se oggi l’adozione di piani di lavoro da remoto è dettata da esigenze di emergenza, non è detto che questa esperienza possa diventare una modalità organizzativa stabile, per...

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