L'introduzione nel nostro ordinamento delle cosiddette “Società Benefit” non rappresenta un fenomeno isolato, ma si inserisce in un più ampio filone di riforme normative, di diversa intensità e natura, finalizzate alla promozione dei principi della c.d. social corporate responsibility. Negli ultimi anni si è infatti registrato un radicale mutamento di prospettiva rispetto alla tradizionale concezione di impresa, la cui finalità si riconosce essere non solo la massimizzazione del profitto per i suoi azionisti, ma anche la promozione e la tutela di ulteriori interessi afferenti ad una vasta area di soggetti, i c.d. stakeholders, condizionati dalla politica aziendale dell'impresa: si pensi, a mero titolo esemplificativo, ai dipendenti di una società o ad associazioni ambientali del territorio, e non solo alla figura tradizionale degli azionisti come portatori d'interesse.
Le società benefit costituiscono quindi una parte di un panorama economico ben più complesso e variegato, dove la tendenza è sempre più quella di includere finalità sociali negli obiettivi strategici d'impresa, anche al fine di mitigare gli squilibri di un sistema che, se ispirato al perseguimento del solo profitto, determina diseguaglianze sociali che, in ultima analisi, si riflettono sull'impresa stessa. In buona sostanza siamo al cospetto di società che, nell'esercizio di una...