Società di comodo e pandemia, un binomio difficile
La normativa emergenziale non ha chiarito la situazione, ma le cause di disapplicazione parziale potrebbero venire in soccorso di centinaia di imprese.
È probabile che le ripercussioni economiche collegate all'emergenza da Covid-19 comportino per molte realtà societarie l'impossibilità del superamento del test dei ricavi previsto dalla disciplina delle società non operative dall'art. 30 L. 724/1994. Allo stesso modo una perdita fiscale emergente come conseguenza del bilancio 2020 potrebbe avere ripercussioni negative in materia di società in perdita sistemica di cui all'art. 2, c. 36-decies D.L. 138/2011. Su tali fronti la legislazione d'emergenza susseguitasi in questi mesi non è intervenuta. Lo ha fatto, in maniera peraltro non del tutto convincente, per altri strumenti fiscali quali, ad esempio, gli indicatori sintetici di affidabilità fiscali (c.d. ISA). In un tale scenario le società italiane dovranno pertanto fare i conti con i parametri delle società non operative e di quelle in perdita sistemica, con il rischio di incappare nelle penalizzazioni delle 2 distinte discipline antielusione per effetto delle difficoltà economiche generate dalle chiusure e limitazioni conseguenti alle misure di contenimento del Covid-19.
Né la disciplina delle società di comodo, né quella delle società in perdita sistemica hanno al loro interno gli “anticorpi” in grado di sterilizzare o neutralizzare una situazione di oggettiva difficoltà come quella attuale. Nessuna delle 2 disposizioni antielusione...