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Imposte e tasse 12 Agosto 2020

Società estinta e tentativo di riscossione nei confronti del socio

Affinché si possa validamente procedere al recupero delle imposte nei confronti di un socio di una società di capitali “estinta”, non basta la notifica dell’atto diretto all’ente, ma occorre un'adeguata motivazione delle pretese avanzate nei confronti del socio stesso

La sola cartella di pagamento diretta ad una società di capitali, debitrice nei confronti dell’erario, non può essere sic et simpliciter girata al socio, al fine di tentare di riscuotere il quantum dovuto, da parte di questi. Il socio, difatti, potrebbe essere considerato destinatario di una tale pretesa, purché allo stesso sia data piena contezza oltre che delle motivazioni che supportano la qualità e la quantità del sotteso debito tributario, anche della ratio che conduca a ritenere lo stesso quale debitore mediato nei confronti dello Stato. Il principio testé espresso, risulta essere cristallizzato in un recentissimo intervento della Suprema Corte di Cassazione. In particolare, la V^ Sezione Civile della Cassazione, con l’ordinanza n. 15377 del 20.07.2020, ha avuto modo di chiarire come non sia ritenuta sufficiente la sola notifica di una cartella di pagamento, intestata alla società di cui il soggetto destinatario sia stato socio ed amministratore, essendo essenziale che questi sia posto nelle condizioni di conoscere la esatta portata della pretesa impositiva vantata nei suoi confronti, affinché possa difendersi adeguatamente, contestandone la fondatezza. In pratica, quindi, il recupero delle imposte non versate da parte della società estinta può essere proposto nei confronti del socio, purché l’amministrazione finanziaria provveda a notificare ad esso un atto che contenga, in...

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