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Imposte e tasse 21 Giugno 2021

Sospensione ammortamenti, giungla dei risvolti civilistici e fiscali

Sicuramente una delle misure più abusate per risollevare i risultati d’esercizio dei bilanci 2020, senza tuttavia rendersi conto delle implicazioni a cui si andrà incontro.

È una vera e propria giungla di adempimenti quella che consegue alla sospensione degli ammortamenti. Per non parlare dei dubbi interpretativi che ancora oggi, con l’approvazione dei bilanci alle porte, pervadono la materia. L’art. 60, c. 7-bis D.L. 104/2020 consente ai soggetti che non adottano i principi contabili internazionali, in deroga all’art. 2426, c. 1, n. 2) C.C., di non imputare a conto economico fino al 100% dell’ammortamento annuo, mantenendo il valore di iscrizione delle immobilizzazioni materiali e immateriali risultante dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. Un 1° risvolto si ha in sede di destinazione dell’utile di esercizio (e non solo). L’art. 60, c. 7-ter recita: “I soggetti che si avvalgono della facoltà di cui al comma 7-bis destinano a una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla quota di ammortamento non effettata […]. In caso di utili di esercizio di importo inferiore a quello della suddetta quota di ammortamento, la riserva è integrata utilizzando riserve di utili o altre riserve disponibili; in mancanza, la riserva è integrata, per la differenza, accantonando gli utili degli esercizi successivi”. È utile riflettere su una casistica tutt’altro che infrequente: una società che chiude l’esercizio sociale 2020 in perdita, che non ha utili passati o riserve disponibili in bilancio e che, visto il periodo...

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