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Gestione d'impresa 19 Ottobre 2022

Sostenibilità e reporting

Negli ultimi anni si sta consolidando la necessità da parte delle imprese di ricorrere alla rendicontazione non finanziaria al fine di rispondere alle esigenze degli stakeholder.

A livello normativo diverse istituzioni nazionali e sovrannazionali stanno intervenendo per disciplinare questo tipo di rendicontazione. L’Unione Europea ha già approvato la Direttiva 2014/95, recepita in Italia con il D.Lgs. 254/2016, che obbliga le aziende di grandi dimensioni, che rispettano determinati requisiti, a fornire un report di sostenibilità da sottoporre a verifica di conformità del revisore legale. La formazione di un framework normativo sul tema rende necessario un approccio più scientifico alle metodiche di reporting che devono possedere determinate caratteristiche al fine di stabilire un metodo di valutazione qualitativo delle informazioni non economiche divulgate dalle imprese. Al momento gli standard più utilizzati sono i GRI (Global Reporting Initiative) e gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Questi standard definiscono le caratteristiche di un buon report di sostenibilità e il suo contenuto, tra cui rilevanza, neutralità, comparabilità, ecc. In ambito europeo è in arrivo una nuova direttiva sul Corporate Sustainability Reporting che punta ad allargare il bacino di imprese obbligate alla presentazione di report di sostenibilità. Secondo i nuovi parametri definiti dalla direttiva si considererà “grande” un’impresa che superi, alla data del bilancio, almeno 2 dei seguenti criteri: 250 dipendenti medi annui; 20 milioni di euro...

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