Economia 31 Ottobre 2018

Sotto lo spread la banca crepa. E l'impresa anche


L'aumento dello spread a cui abbiamo assistito da qualche mese a questa parte, intervallato soltanto da sporadiche oscillazioni al ribasso, è fonte di non poche preoccupazioni: le imprese temono infatti la stretta creditizia e l'applicazione di condizioni peggiorative sui finanziamenti ottenuti. Comprendere se gli allarmismi siano effettivamente giustificati richiede di analizzare le relazioni che intercorrono tra valore dello spread, variabili che determinano il costo complessivo dei prestiti bancari e ammontare del credito concesso. Il tasso di interesse dei finanziamenti bancari, componente fondamentale del costo globale, si ottiene applicando ad alcuni indicatori di mercato (Euribor, Eurirs, tasso Bce e Libor) presi come parametri di riferimento, una maggiorazione dipendente principalmente dal grado di solvibilità del prenditore di fondi. Se esistesse una relazione diretta tra valore dello spread e tali parametri, ci sarebbe ovviamente una ripercussione immediata sul costo dei finanziamenti. In realtà, mentre lo spread tra Buoni del tesoro decennali e Bund tedeschi dipende dalla fiducia che gli investitori ripongono nella situazione economica e nella solvibilità del nostro Stato rispetto a quella di un paese ritenuto estremamente solido quale la Germania, gli indicatori presi come riferimento per la determinazione dei tassi bancari sono espressione e dipendono dalla politica monetaria posta in essere dalla Banca Centrale Europea;...

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