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Imposte e tasse 02 Agosto 2019

Sottrazione al pagamento delle imposte e libertà di disposizione


Il mero conferimento di beni nei confronti di una società straniera di cui si mantiene la titolarità delle quote, non può in alcun modo configurare un'ipotesi di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ai sensi dell’art. 11, D.Lgs. n. 74/2000, ancorché tale tipologia di operazione si collochi, temporalmente, in evidente successione rispetto alla ricezione di un avviso di accertamento. La Cassazione, con la sentenza 15.07.2019, n. 30933, pone in rilievo i presupporsi del reato in argomento, esplicando i vari fattori di rilievo cui attingere per una corretta configurazione della fattispecie. In particolare, si consideri che il reato previsto e punito ai sensi del citato art. 11, quale reato di pericolo, esige il compimento di atti che possano ritenersi simulati o qualificati come fraudolenti, aventi la esclusiva finalità di occultare le proprie disponibilità, con lo scopo di sottrarsi al pagamento del debito tributario. Tali atti devono essere, tuttavia, concretamente idonei a rendere infruttuosa l’attività del Fisco tendente al recupero del quantum stimato come importo dovuto: tale idoneità dovrà essere considerata sulla base di una valutazione ex ante, che tenga in considerazione l'adeguatezza del patrimonio del contribuente in relazione alla pretesa erariale eventualmente oggetto di contestazione. Nel caso in esame, il contribuente verificato non risultava essersi spogliato dei...

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