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Imposte e tasse 30 Giugno 2023

Spese di rappresentanza o pubblicità: definizioni della Cassazione

La Corte di Cassazione (ordinanza 22.05.2023, n. 14049), nell’ambito di una richiesta di rimborso Iva, illustra i criteri per l’attribuzione a un costo della qualifica di spesa di rappresentanza o di spesa di pubblicità.

Il caso esaminato dai Giudici di legittimità riguarda il diniego dell’Agenzia delle Entrate alla richiesta di rimborso Iva formulata da una società di diritto svizzero, in relazione ai costi corrisposti da quest’ultima nei confronti di una società di diritto italiano per l’organizzazione di un importante evento mondano. Il motivo del diniego formulato dall’Agenzia delle Entrate si fondava sul fatto che tali costi venivano qualificati come spese di rappresentanza e non come spese di pubblicità. I primi 2 gradi di giudizio riconoscevano le ragioni della società ricorrente. La Corte di Cassazione, a seguito dell'impugnazione dell’Amministrazione Finanziaria, cassava la sentenza di appello ritenendo che la decisione non avesse adeguatamente motivato le ragioni per cui tali costi fossero stati riqualificati dai giudici di secondo grado tra le spese di pubblicità e non tra quelle di rappresentanza. In seguito al giudizio di riassunzione, la Corte Tributaria Regionale ha accolto l’appello del Fisco. Il giudizio giunge definitivamente in Cassazione quale conseguenza del ricorso della società svizzera. I giudici di legittimità, nel merito della controversia, richiamando anche la pronuncia n. 10440 del 21.04.2021 della medesima Corte, specificano che il criterio distintivo tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità va ricercato nell’obbiettivo perseguito, atteso...

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