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Imposte e tasse 24 Giugno 2020

Split payment verso la proroga, con molte incertezze

Si attende solo il via libera della Commissione Europea, con la speranza che non sia necessario un apposito decreto legge per sopperire al "buco" legislativo nel caso di ritardi.

Con decisione 2017/784 del 25.04.2017, la Commissione Europea aveva accolto le richieste dell'Italia per il prolungamento fino al 30.06.2020 della scissione dei pagamenti Iva (il c.d. split payment) di cui all'art. 17-ter D.P.R. 633/1972, introdotta nel 2015. Rispetto alla precedente autorizzazione, si assisteva per la prima volta alla reiterazione di una misura derogatrice al normale funzionamento dell'imposta che avrebbe dovuto avere soltanto natura transitoria. Da notare che la decisione del 2015 era stata emanata tenendo conto dell'impegno dell'Italia a non chiedere un'ulteriore proroga rispetto alla scadenza del 30.06.2020 poiché, si leggeva nel punto 7 del “considerando”, la piena attuazione della fatturazione elettronica obbligatoria (a sua volta una deroga rispetto all'impianto normativo comunitario) sarebbe stato strumento sufficiente per l'attività di controllo a garanzia del gettito Iva italiano. Ora, sul filo di lana della scadenza, ritardo giustificabile soltanto dall'eccezionalità dell'emergenza “Covid-19”, il Governo, nonostante il precedente “impegno”, ha formalmente richiesto alla Commissione Europea di autorizzare un allungamento della deroga per altri 3 anni (30.06.2023), la cui unica giustificazione può esser quella dei positivi risultati in termini di gettito Iva. Sul fronte dell'ordinamento domestico, non ci si dovrebbe aspettare una modifica...

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