I dati della Camera di Commercio rilevano che alla fine del 2° trimestre 2018 le start-up italiane sono salite a 9.396, un aumento del 5,9% solo rispetto a fine marzo. Il 71,7% delle start-up innovative fornisce servizi alle imprese (produzione di software e consulenza informatica, 32,9%; attività di R&S, 13%; attività dei servizi d'informazione, 9,2%), il 18,8% opera nel manifatturiero (fabbricazione di macchinari, 3,4%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 3,1%; fabbricazione di apparecchiature elettriche, 1,8%), mentre il 4% opera nel commercio.
Le idee per nuovi prodotti o nuove soluzioni produttive e di mercato sono quindi in progressiva crescita, ma la discriminante tra coloro che riescono a trasformarle in un progetto duraturo e coloro che devono virare su altre attività è una strada che si sviluppa attraverso tanti step, ma soprattutto attraverso un atteggiamento che mette a confronto due controparti distinte: l'ideatore e coloro che devono essere convinti.
L'ideatore è animato dall'entusiasmo, dall'aver visto ciò che nessuno ancora ha percepito. È il risolutore che ragiona sempre in termini di opportunità per il mercato.
Coloro che vanno convinti sono da subito il target che lamenta il bisogno per il quale il prodotto è stato creato; poi arrivano i finanziatori e le nuove competenze di cui la start-up necessiterà nel trasformarsi in...