Statuti ETS: il ruolo dei modelli standard nelle istruttorie RUNTS
L'evoluzione dei modelli standard nel sistema RUNTS: l'impatto procedurale e normativo del D.M. 13.01.2026, n. 2 per la semplificazione degli statuti e la riduzione dei tempi di iscrizione degli Enti del Terzo Settore.
L'introduzione del D.M. 13.01.2026, n. 2 segna un'evoluzione fondamentale nelle modalità di interazione tra gli enti del Terzo settore e il Registro Unico Nazionale (RUNTS). Non si tratta di una semplice modifica formale, ma di un intervento mirato a rendere operativa e certa la corsia preferenziale per chi sceglie la standardizzazione statutaria.Il cuore di questa novità risiede nell'art. 6 del nuovo decreto, che va a modificare l'art. 9, c. 4 D.M. 106/2020. La norma stabilisce che, affinché l'istruttoria possa beneficiare dei tempi ridotti e di un controllo semplificato, non è più sufficiente adottare un modello standard, ma è necessario che "ciò risulti espressamente precisato nell'istanza".Questa precisazione normativa trasforma una facoltà in una procedura codificata. Di seguito, l'analisi dell'impatto di questa riforma sulle istruttorie e sulla gestione degli enti.La modifica chiarisce un passaggio che in passato era rimasto ambiguo: l'automatismo della semplificazione. Fino a oggi, l'ufficio del RUNTS doveva accorgersi autonomamente che lo statuto depositato ricalcava un modello ministeriale o di rete. Con l'inserimento della dicitura "e ciò risulta espressamente precisato nell'istanza", passa in capo all'ente la responsabilità della segnalazione.Questa "dichiarazione di conformità" contenuta nell'istanza funge da attivatore per i benefici previsti dall'art. 47, c. A5 del Codice del Terzo settore), ovvero il dimezzamento dei termini procedimentali. Se...