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Imposte e tasse 25 Marzo 2022

Stop alle cessioni a catena dei crediti con il Decreto Sostegni-ter

Una misura antifrode voluta dal legislatore, che tuttavia rischia di paralizzare il settore edile, con effetti a catena che partono dagli istituti finanziari e arrivano alle imprese ed ai committenti.

A cura di Gabriele Manuguerra, Marilena Margini e Pier Maria Prisco La forte pressione e critica delle associazioni sindacali e del settore edilizio in merito alle cessioni dei crediti da cd. “bonus edilizio” ha avuto come effetto una rivisitazione del D.L. 27.01.2022, n. 4 (cd. Sostegni-ter), che modificando l’art. 121 D.L. 34/2020, aveva introdotto il limite di un’unica cessione dei crediti, eliminando così la facoltà di successiva cessione da parte dei primi acquirenti. Il legislatore ha recepito con il D.L. 13/2022, perlomeno in parte, le richieste pervenute dagli stakeholders coinvolti nell’ambito dei bonus edilizi, andando a contrastare i tentativi di frode a monte della filiera e non a valle, ampliando il numero delle cessioni successive alla prima, effettuabile a qualunque soggetto (non vigilato), fino ad un numero massimo di altre 2 e solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all'albo. L’aver confermato il limitato numero delle cessioni dei crediti comporterà, comunque, un significativo ridimensionamento nel comparto edile. Mentre l’istituzione del codice identificativo univoco per i crediti, i maggiori controlli e le responsabilità previste in capo agli operatori edili ed i tecnici asseveratori, possono essere letti come misure in contrasto alle operazioni finalizzate all’appropriazione indebita delle agevolazioni fiscali, si può...

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