Bruxelles accelera sulla cooperazione tra autorità fiscali per contrastare un fenomeno che sottrae miliardi di euro ogni anno ai bilanci pubblici europei.
Il Consiglio dell’Unione Europea ha raggiunto un accordo su una proposta della Commissione Europea destinata a rafforzare lo scambio di dati tra amministrazioni fiscali nazionali e organismi europei impegnati nel contrasto agli illeciti finanziari (comunicato stampa del 5.05.2026). L’obiettivo è rendere più rapida ed efficace l’individuazione delle frodi che sfruttano le differenze normative e operative tra gli Stati membri, causando ogni anno perdite miliardarie ai bilanci pubblici. Il cuore della riforma consiste nell’ampliare l’accesso alle informazioni Iva da parte dell’EPPO (Procura europea) e dell’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode). Finora, l’acquisizione dei dati necessari alle indagini richiedeva un sistema di richieste bilaterali spesso lento e frammentato, con inevitabili ritardi investigativi. Il nuovo impianto punta invece a creare un modello più integrato, in cui le informazioni possano circolare in maniera strutturata e tempestiva.Un ruolo centrale sarà affidato a Eurofisc, la rete che riunisce gli esperti antifrode degli Stati membri. La struttura avrà il compito di condividere analisi di rischio e segnalazioni direttamente con le autorità europee competenti. Si tratta di un cambiamento rilevante che introduce un sistema di cooperazione più organico tra livello nazionale ed europeo, superando le attuali rigidità procedurali.La necessità di rafforzare gli strumenti di controllo nasce dalla diffusione delle frodi carosello,...