Consulenza aziendale, commerciale e marketing
29 Agosto 2026
Studi professionali, l’IA entra nel multiplo di valutazione
La tecnologia modifica la struttura economica degli studi e impone un’analisi più profonda su marginalità normalizzata, composizione dei servizi, investimenti e trasferibilità delle relazioni.
Negli studi professionali, l’intelligenza artificiale non sta soltanto cambiando il modo di produrre reddito, sta modificando il punto in cui quel reddito diventa valore. Se l’automazione ha già migliorato il margine operativo normalizzato, utilizzare la stessa efficienza per giustificare anche un multiplo più elevato rischia, infatti, di attribuire 2 volte valore alla medesima determinante. La questione non è quindi se l’IA aumenti il valore dello studio, ma attraverso quale componente della stima tale effetto debba essere correttamente rappresentato.Il primo passaggio consiste nel distinguere ciò che modifica il risultato corrente da quanto incide sulla sua persistenza. Riduzioni stabili dei tempi di lavorazione, minore impiego di risorse in attività esecutive e maggiore produttività possono riflettersi sulla redditività normalizzata. Diverso è il caso in cui la tecnologia riduca il rischio operativo, renda più replicabili i processi, favorisca la crescita senza incrementi proporzionali della struttura o attenui la dipendenza da singole figure. Sono questi ultimi effetti, se dimostrabili e durevoli, che possono giustificare una diversa percezione del rischio e, quindi, incidere sul coefficiente valutativo.La stessa logica impone di guardare alla composizione dei ricavi con criteri più raffinati del mero fatturato. Non conta soltanto quanto lo studio produce, ma quale parte dei compensi dipende da prestazioni facilmente automatizzabili, quale deriva da...