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Imposte e tasse 21 Settembre 2023

Studio professionale: il rimborso delle spese

Le somme incassate per il riaddebito dei costi ad altri professionisti per l'uso comune degli uffici non costituisce reddito di lavoro autonomo e, quindi, non rileva quale componente positivo di reddito.

Accade spesso che più professionisti, fuori da un legame societario o associativo, condividano le spese per l’uso comune del locale di esercizio dell’attività (ad esempio, telefono, energia elettrica, segreteria). In tal caso, i contratti sono intestati a un solo soggetto che ripartisce “pro-quota” le spese. Sul punto, nell’ambito della circolare n. 38/E/2010, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che: le somme incassate per il riaddebito dei costi ad altri professionisti per l'uso comune degli uffici “non” costituisce reddito di lavoro autonomo e, quindi, non rileva quale componente positivo; il costo sostenuto può essere dedotto dal professionista solo parzialmente, ossia per la parte riferibile all’attività da lui svolta e non anche per la parte riaddebitata o da riaddebitare ad altri. La parte di costo riaddebitata o da riaddebitare non è inerente alla attività da questi svolta e, quindi, non assume rilevanza reddituale quale componente negativo. In sostanza, il professionista intestatario delle utenze potrà dedurre, se pagate (in base al criterio di cassa), solo le quote delle spese riferibili alla propria attività. Il collega che riceve il riaddebito delle spese potrà dedurre le stesse nell’esercizio in cui effettua il pagamento della fattura. Alla luce di tali chiarimenti non si pone alcun problema nel caso in cui il...

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