Appartiene alla storia, ma rimane sempre attuale, il dibattito sul concetto di valore, in parte sequestrato dall’analisi economica e invece appartenente alla riflessione generale della filosofia, dell’etica, della sociologia. Insomma, si tratta di uno di quei concetti alla cui definizione devono concorrere tutti i saperi e gli ambiti di esperienza culturale, non ultima la religione o anche solo il buon senso popolare. Il problema è proprio questo: troppi partecipanti fanno troppi punti di vista che, alla fine, portano a una completa relativizzazione del termine. Non so se è veramente questo il significato del bel libro di Mariana Mazzucato, “Il valore di tutto”, da poco presentato al Festivaletteratura di Mantova, ma il saggio è certamente uno stimolo a rimettere in discussione ciò che ha valore per noi, in un mondo che cammina ad una velocità impressionante e che “brucia” incessantemente valori, per proporne sempre di nuovi.
Mi sembra chiaro che sia in atto una crisi di quei valori che hanno guidato e accompagnato molti nella loro vita: il senso della solidarietà, le relazioni con gli amici, la famiglia, l’equilibrio e il rifiuto della disuguaglianza esasperata e perfino il sacro e la devozione. Il concetto di valore si concentra oggi soprattutto nella sfera economica e determina le nostre scelte. O è determinato per orientare le nostre scelte, che pensiamo di adottare liberamente...