Il principio generale previsto dal Codice Civile sulla compensazione come modalità di estinzione dell'obbligazione è stato introdotto con lo Statuto del contribuente (L. 27.07.2000, n. 212), prevedendo la possibilità di compensare i debiti tributari con crediti vantati dal contribuente, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche. All'epoca costituì una novità significativa per il nostro ordinamento, secondo cui l'obbligazione tributaria non ammetteva tra i modi estintivi quello della compensazione. L'istituto in esame è stato inserito con l'art. 8 L. 212/2000, per cui oggi il contribuente si vede riconosciuto il diritto di utilizzare i propri crediti per compensare i debiti nei confronti dello Stato. Disposizione accolta con favore dai contribuenti anche se, in più circostanze, il legislatore ha dovuto arginare o eliminare comportamenti non conformi al dettato legislativo, per finalità eminentemente evasive, come nel caso del D.L. 223/2006, che ha introdotto nel D.Lgs. 74/2000, “Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (…)”, due nuove fattispecie delittuose, codificate agli artt. 10-ter e 10-quater.
Le nuove fattispecie hanno il primario scopo di tutelare il gettito Iva e debellare, fin dove possibile, le indebite compensazioni. Il testo vigente trasmette con sufficiente chiarezza sia l'intento del legislatore, sia la...