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Imposte e tasse 07 Settembre 2020

Superamento del limite massimo dei crediti d'imposta compensabili

Rilevanza penale per il reato dell'indebita di un credito esistente oltre il tetto di cui all'art. 34 L. 388/2000.

Il principio generale previsto dal Codice Civile sulla compensazione come modalità di estinzione dell'obbligazione è stato introdotto con lo Statuto del contribuente (L. 27.07.2000, n. 212), prevedendo la possibilità di compensare i debiti tributari con crediti vantati dal contribuente, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche. All'epoca costituì una novità significativa per il nostro ordinamento, secondo cui l'obbligazione tributaria non ammetteva tra i modi estintivi quello della compensazione. L'istituto in esame è stato inserito con l'art. 8 L. 212/2000, per cui oggi il contribuente si vede riconosciuto il diritto di utilizzare i propri crediti per compensare i debiti nei confronti dello Stato. Disposizione accolta con favore dai contribuenti anche se, in più circostanze, il legislatore ha dovuto arginare o eliminare comportamenti non conformi al dettato legislativo, per finalità eminentemente evasive, come nel caso del D.L. 223/2006, che ha introdotto nel D.Lgs. 74/2000, “Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto (…)”, due nuove fattispecie delittuose, codificate agli artt. 10-ter e 10-quater. Le nuove fattispecie hanno il primario scopo di tutelare il gettito Iva e debellare, fin dove possibile, le indebite compensazioni. Il testo vigente trasmette con sufficiente chiarezza sia l'intento del legislatore, sia la...

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