Negli ultimi anni le criptovalute hanno vissuto crescente popolarità e hanno fatto anche il loro ingresso ufficiale nella dichiarazione dei redditi. Le istruzioni al modello Redditi PF specificano infatti che nel famigerato quadro RW, alla colonna 3 (“codice di individuazione bene”) devono essere indicate con il codice 14 le "Altre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali". Chiarito l’obbligo dichiarativo, permangono però molti dubbi circa la tassazione delle criptovalute.
Premesso che in Italia si assiste a un vero e proprio vuoto normativo, l’Agenzia Entrate, dal canto suo, è intervenuta prima con la risoluzione 2.09.2016, n. 72/E e poi con la risposta a interpello n. 956-39/2018.
La risoluzione del 2016 chiarisce che l’attività di intermediazione di valute tradizionali con bitcoin o altre valute virtuali, svolta in modo professionale e abituale, costituisce un’attività produttiva di reddito d’impresa, pertanto, rilevante sia ai fini Ires e Irap, sia ai fini Iva (esente ai sensi dell’art. 10 D.P.R. 633/1972). Il documento di prassi, dopo aver precisato che i soggetti che svolgono questa attività sono tenuti anche agli obblighi di adeguata verifica della clientela, di registrazione nonché di segnalazione, si sofferma sui clienti, cioè sulle persone fisiche che detengono criptovalute al di fuori dell’attività...