L'economia italiana è in sofferenza da oltre 10 anni. Come certificato anche dalla Banca d'Italia con l'ultimo bollettino di ottobre, gli indicatori principali, come PIL e consumi delle famiglie, non hanno ancora risalito la curva negativa e continuano ad attestarsi sotto quota 100 rispetto al 2007. Anche la produzione e il clima di fiducia delle imprese industriali non presentano margini positivi, essendo a loro volta sempre in territorio negativo. Tale perdurante situazione di stagnazione accompagnata da un'inflazione ampiamente sotto la soglia del 2% (target BCE), ha portato a nuovi scenari anche per quanto riguarda il settore del credito.
Le banche italiane intervistate tra giugno e luglio nell’ambito dell’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank Lending Survey) hanno segnalato, per il secondo trimestre, un lieve inasprimento dei criteri di offerta sui prestiti alle imprese, ascrivibile all’aumento del rischio connesso con il peggioramento del quadro economico; nelle previsioni delle banche tale irrigidimento si sarebbe annullato nel trimestre successivo. Sulla base delle indagini condotte presso le imprese dall’Istat e dalla Banca d’Italia in settembre, le condizioni di accesso al credito nel terzo trimestre hanno subito un leggero deterioramento per le aziende manifatturiere di piccola dimensione e per quelle operanti nel settore delle costruzioni. Inoltre, tenuto conto delle ultime manovre...