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Imposte e tasse 05 Luglio 2023

Temporanea importazione e regime delle lavorazioni

Le attività di manutenzioni e riparazione su beni che risultano essere importati soltanto temporaneamente rimangono esenti da qualsivoglia forma di imposizione.

Il legislatore tributario, inserendo nell’art. 9, c. 1, n. 9 D.P.R. 633/1972 un esplicito riferimento all’art. 176 del Tuld., non ha inteso subordinare l’applicazione del regime di non imponibilità a un regime doganale specifico, ma ha sicuramente inteso “individuare” i trattamenti (nello specifico: le lavorazioni effettuate all’interno del territorio dello Stato) sui tutti quei beni di provenienza estera che risultano non ancora definitivamente importati e stanti nella condizione di “temporanea importazione”. Si tratta in particolare di una serie di beni nazionali, nazionalizzati e comunitari, che qualora ricompresi nel citato regime possono beneficiare, anche al ricorrere delle relative condizioni, del regime di non imponibilità ai fini Iva. Tra le lavorazioni ammesse al regime agevolato, sono ricomprese le riparazioni e manutenzioni, incluse le revisioni, le messe a punto e le misure intese a conservare le merci vincolate al regime di ammissione temporanea, così come indicato nell’art. 235 del Regolamento Delegato UE 2015/2446. Sullo specifico tema esaminato è recentemente intervenuta anche l’Agenzia delle Entrate (risposta a interpello 17.03.2023, n. 254), chiamata a fornire chiarimenti in merito al trattamento Iva di lavori di manutenzione ordinaria da eseguire su imbarcazione in regime di temporanea importazione. Per il Fisco, inoltre, il vincolo a tale regime si realizza con...

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