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Contabilità e bilancio 23 Ottobre 2020

Terapia d'urto per i bilanci dell'esercizio 2020

Viste le numerose deroghe concesse dal Governo agli amministratori, saranno necessarie informazioni e motivazioni supplementari per gli interessati, i terzi, revisori e sindaci.

Per fronteggiare adeguatamente gli effetti della pandemia sui conti economici e patrimoniali delle imprese, il legislatore ha introdotto tutta una serie di deroghe ai principi di redazione e ai criteri di valutazione dei bilanci che chiudono al 31.12.2020. Tra queste, giusto per ricordare l'ultima misura adottata in ordine temporale, la possibilità di sospendere, in tutto o in parte, i processi di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali. Deroghe la cui adozione spetterà agli amministratori delle società.
Per effetto dell'applicazione di queste misure di carattere eccezionale, il compito dei revisori, e più in generale dei terzi interessati ai bilanci 2020, si presenta particolarmente arduo.
Per il revisore legale e per i sindaci revisori sarà infatti fondamentale che l'organo amministrativo fornisca informazioni supplementari e motivazioni adeguate in ordine alle varie opzioni esercitate nella predisposizione dei bilanci in chiusura al 31.12.2020. Le società che nella predisposizione dei bilanci 2020 utilizzeranno le deroghe introdotte dal legislatore, predisporranno un bilancio 2020 che avrà caratteristiche qualitative e quantitative tali da renderlo incomparabile con gli altri bilanci della società, sia precedenti che, forse, anche successivi.
Le deroghe più importanti introdotte dalle normative demergenza di questi mesi riguardano, tra l'altro, la valutazione della continuità aziendale, la possibilità di rivalutare i beni aziendali, il blocco totale o parziale delle quote di ammortamento dei beni strumentali.
Sospendere un anno gli ammortamenti, tanto per fare un esempio concreto, significa far slittare in avanti di un anno i relativi piani di ammortamento, modificando così le condizioni che in passato avevano convinto soggetti esterni a investire nella società, in termini di debito o di capitale. Ecco allora che per evitare disorientamenti nei lettori del bilancio, gli amministratori, pur legittimamente avvalendosi di facoltà previste dalla legge, dovranno fornire un'adeguata serie di chiarimenti e giustificazioni supplementari in ordine alle scelte adottate e agli effetti sui conti della società.
Nel compiere tali valutazioni gli amministratori dovranno interrogarsi sugli effetti delle scelte e sulle possibili reazioni che si potrebbero ingenerare nei confronti di chi leggerà tali bilanci, interessato alle sorti aziendali. In questo delicato processo i primi soggetti coinvolti dagli amministratori saranno proprio coloro che dovranno esprimere sul bilancio 2020 il loro parere, ossia i revisori e i sindaci. Se gli amministratori non forniranno ai revisori adeguate e giustificate motivazioni delle scelte di bilancio che intendono intraprendere, queste ultime, anche se adottate ai sensi di legge, rischieranno di non superare il giudizio di revisione. E se così avvenisse, significherebbe vanificare le terapie d'urto che il legislatore ha confezionato per proteggere i bilanci 2020 dagli effetti della pandemia mondiale in atto.
Al contrario, se gli amministratori forniranno adeguate informazioni supplementari circa le motivazioni alla base delle scelte adottate e gli effetti che tali scelte avranno sui principali asset aziendali, allora gli strumenti di protezione che il legislatore ha adottato per la chiusura dei conti del 2020 potranno dispiegare totalmente i loro effetti.