Termini di prescrizione delle cartelle esattoriali
Nonostante le Sezioni Unite avessero mostrato la strada sulla materia, una nuova sentenza spariglia le carte, affermando la corretta applicazione decennale per tutti i crediti fiscali.
I termini di prescrizione della cartella esattoriale tornano a far discutere. In particolare, si dibatte su quale sia il termine entro cui l'agente della riscossione debba intraprendere il procedimento di riscossione. La regola generale è quella di assoggettare la cartella di pagamento allo stesso termine di prescrizione del tributo sottostante alla cartella stessa. Ma vi sono differenze a seconda che la cartella sia divenuta definitiva per mancata impugnazione oppure se vi sia stata sentenza definitiva passata in giudicato.
La questione è stata a lungo dibattuta dalla giurisprudenza che ha assunto posizioni contrastanti. Tutto verte sull'applicazione degli artt. 2946 e 2953 C.C. Il primo sancisce il termine ordinario di prescrizione decennale come regola generale, salvo i casi in cui la legge disponga diversamente. Il secondo stabilisce la regola che, qualora la legge disponga termini di prescrizione più breve, quando è intervenuta una sentenza di condanna passata in giudicato, il relativo diritto si prescrive con il decorso di 10 anni.
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza 17.11.2016, n. 23397, sembrava aver fatto finalmente chiarezza. I giudici della Suprema Corte avevano stabilito il seguente principio di diritto: la scadenza del termine per proporre opposizione alla cartella di pagamento, pur determinando l'impossibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale...