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Imposte e tasse 13 Novembre 2019

Termini di prescrizione delle cartelle esattoriali

Nonostante le Sezioni Unite avessero mostrato la strada sulla materia, una nuova sentenza spariglia le carte, affermando la corretta applicazione decennale per tutti i crediti fiscali.

I termini di prescrizione della cartella esattoriale tornano a far discutere. In particolare, si dibatte su quale sia il termine entro cui l'agente della riscossione debba intraprendere il procedimento di riscossione. La regola generale è quella di assoggettare la cartella di pagamento allo stesso termine di prescrizione del tributo sottostante alla cartella stessa. Ma vi sono differenze a seconda che la cartella sia divenuta definitiva per mancata impugnazione oppure se vi sia stata sentenza definitiva passata in giudicato. La questione è stata a lungo dibattuta dalla giurisprudenza che ha assunto posizioni contrastanti. Tutto verte sull'applicazione degli artt. 2946 e 2953 C.C. Il primo sancisce il termine ordinario di prescrizione decennale come regola generale, salvo i casi in cui la legge disponga diversamente. Il secondo stabilisce la regola che, qualora la legge disponga termini di prescrizione più breve, quando è intervenuta una sentenza di condanna passata in giudicato, il relativo diritto si prescrive con il decorso di 10 anni. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza 17.11.2016, n. 23397, sembrava aver fatto finalmente chiarezza. I giudici della Suprema Corte avevano stabilito il seguente principio di diritto: la scadenza del termine per proporre opposizione alla cartella di pagamento, pur determinando l'impossibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l'effetto sostanziale...

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