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Gestione d'impresa 08 Luglio 2020

Trasformazione digitale, purché non resti sulla carta

Tra le mille restrizioni, la pandemia ha comportato riflessioni a più livelli circa la necessità di superare paradigmi ormai sempre più inadeguati.

È sotto gli occhi di tutti che la carenza infrastrutturale del nostro Paese è causa di inefficienza se non di vera e propria perdita di opportunità. Ciò non per carenze tecnologiche, di know how, ma principalmente per il ritardo nell'approntare e utilizzare le tecnologie adeguate e per un digital divide che ci vede relegati agli ultimi posti nelle classifiche europee. Ebbene, ciò pone in evidenza quanto sia urgente rafforzare tutte quelle azioni in grado di colmare il ritardo accumulato in questi anni dalla P.A., dai cittadini e da tutte quelle imprese che non hanno investito a sufficienza in dotazioni ICT. Infatti, il D.L. 34/2019 (Decreto Crescita), all'art. 29, cc. 5-8, prevedeva misure per sostenere la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese verso le tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0 oppure verso soluzioni tecnologiche digitali di filiera. A distanza di oltre un anno dal citato provvedimento, è stato emanato il D.D. MISE 9.06.2020 che ne disciplina l'intervento. Possono beneficiare delle agevolazioni le PMI che alla data di presentazione della domanda risultano iscritte come attive nel Registro delle Imprese, hanno conseguito (ultimo bilancio approvato e depositato) ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a 100.000 euro, dispongono di almeno 2 bilanci approvati e depositati al Registro delle Imprese e non sono sottoposte a...

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