Trasmissione F24 e reato di indebita compensazione
La Cassazione penale (sent. 16.09.2020, n. 26087) ha confermato il sequestro del patrimonio personale del mero intermediario incaricato della trasmissione telematica, accusato del reato a titolo di dolo eventuale.
Vicenda processuale - Una società, attraverso l'istituto dell'accollo, aveva acquisito posizioni creditorie verso lo Stato di società terze e successivamente procedeva alla compensazione dei crediti d'imposta tramite modello F24, con tributi e contributi. A seguito di verifica ispettiva, l'Agenzia delle Entrate competente accertava l'inesistenza dei crediti d'imposta oggetto di accollo e poi di compensazione. Nell'ambito della vicenda in esame veniva coinvolto il commercialista che aveva trasmesso i modelli di pagamento, indagato della commissione in concorso del reato di cui all'art. 10-quater D.Lgs. 74/2000; nei suoi confronti veniva disposto sequestro preventivo, nonostante i visti di conformità sulle operazioni di compensazione fossero stati apposti dalla società di revisione e il modello F24 di pagamento precompilato fosse stato materialmente predisposto da altri soggetti.
La decisione della Cassazione - Secondo l'impostazione del Tribunale, veniva ritenuto impensabile che il professionista “operante del settore e dunque conoscitore delle dinamiche sottese alla complessa operazione tributaria realizzata, abbia adempiuto all'incombente demandatogli rimanendo all'oscuro dell'obiettivo illecito perseguito, tanto più che egli ebbe modo di consultare la documentazione sottostante, rivelatasi carente e irregolare, il che avrebbe dovuto suscitare in lui delle preoccupazioni, … a...