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ETS ed Enti non commerciali 03 Luglio 2026

Trasparenza dei compensi negli enti del Terzo settore

Obblighi normativi, modalità operative e criteri di pubblicazione secondo il Codice del Terzo settore.

L’obbligo di pubblicità dei compensi negli enti del Terzo settore (ETS) è disciplinato dall’art. 14 D.Lgs. 117/2017 e si traduce nella pubblicazione annuale, sul sito Internet dell’ente o su quello della rete associativa di appartenenza, dei dati relativi a emolumenti, compensi e corrispettivi riconosciuti a qualsiasi titolo ai soggetti interni all’organizzazione.

L’ambito soggettivo di applicazione non riguarda tutti gli ETS, ma soltanto quelli che superano la soglia di 100.000 euro annui di entrate, ricavi o proventi. Per questi enti, la finalità principale della norma è rafforzare la trasparenza e la conoscibilità delle informazioni, consentendo ai cittadini di effettuare valutazioni consapevoli (ad esempio nella scelta della destinazione del 5 per mille) e favorendo un controllo sociale diffuso sull’operato dell’ente.
Dal punto di vista operativo, la pubblicazione deve avere cadenza annuale e prevedere anche l’aggiornamento dei dati.
I soggetti destinatari della pubblicazione sono: titolari di cariche sociali, dirigenti e associati (se remunerati). L’oggetto della comunicazione comprende tutte le forme di remunerazione, quindi non solo le retribuzioni, ma anche indennità, compensi specifici e altri corrispettivi attribuiti a qualsiasi titolo.

Per quanto riguarda le modalità di pubblicazione, il Ministero del Lavoro, con nota n. 293/2021, ha chiarito che non è necessario indicare dati nominativi quando è possibile utilizzare categorie omogenee di soggetti (ad esempio per livelli retributivi o per ruolo), ma non è considerata conforme la pubblicazione di dati aggregati complessivi, perché non garantiscono sufficiente trasparenza. Inoltre, è richiesto di distinguere chiaramente tra diverse tipologie di importi: retribuzioni, indennità e rimborsi spese, questi ultimi rendicontabili anche in forma sintetica tramite indicatori (numero beneficiari, importo medio, minimo e massimo).
Non esistono modelli ministeriali standard per la pubblicazione: ciascun ente deve adottare uno schema coerente con la propria struttura.

Dal punto di vista sostanziale, la normativa consente agli ETS di attribuire compensi agli organi sociali, purché proporzionati alle attività svolte e alle competenze richieste. Tuttavia, sono previsti limiti e vincoli specifici: per i lavoratori dipendenti deve essere rispettato un rapporto massimo di 1 a 8 tra retribuzione più alta e più bassa (elevabile a 1 a 12 in presenza di esigenze particolari). Per le Organizzazioni di volontariato (ODV), invece, gli incarichi negli organi sociali, a eccezione dei componenti dell’organo di controllo che siano in possesso dei requisiti di cui all’art. 2397, c. 2 c.c., sono generalmente gratuiti, salvo il rimborso delle spese documentate.

Il sistema degli obblighi di trasparenza negli ETS si inserisce in un quadro più ampio: oltre alla pubblicazione dei compensi per enti sopra i 100.000 euro, quelli con entrate superiori a 1 milione di euro devono anche redigere, depositare e pubblicare il bilancio sociale.