Il decreto Crescita (D.L. 34/2019) è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30.04.2019, con una serie novità in merito alla disciplina della trasparenza delle erogazioni pubbliche da indicare in nota integrativa. Le novità, inserite nell'art. 35, arrivano un po' tardi per la maggior parte delle società, ma fortunatamente confermano i comportamenti già adottati su impulso della migliore dottrina. Provano a fare il punto, con un documento congiunto, Assonime e CNDCEC che si erano già occupati autorevolmente della materia evidenziando problemi interpretativi e applicativi derivanti da un testo poco chiaro (a onor del vero in vigore da un po' di tempo). I profili dell'intervento riguardano gli enti non commerciali, le imprese che effettuano erogazioni e quelle che le ricevono. Qui in avanti ci occuperemo di queste ultime.
Il primo chiarimento riguarda l'ambito oggettivo di applicazione: il decreto rende esplicito che si tratta di erogazioni “non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria”. La nuova disciplina esclude le agevolazioni, quali quelle fiscali, spettanti a una generalità di contribuenti e si concentra sui rapporti bilaterali. Sono esclusi anche i risarcimenti e pagamenti commerciali a fronte di beni e servizi resi.
L'art. 35 sottolinea, inoltre, che l'obbligo riguarda le somme effettivamente erogate, con ciò...