Le spese di manutenzione, dal punto di vista contabile e fiscale, sono trattate in maniera differente a seconda che si tratti di manutenzione ordinaria o straordinaria. Il principio OIC 16 fornisce la definizione e la disciplina contabile.
Le spese di manutenzione e riparazione ordinaria sono costituite da quelle spese di natura corrente come pulizia, verniciatura, riparazione o sostituzione di componenti, effettuate per garantire il buono stato di funzionamento dei cespiti e la loro vita utile prevista, la capacità e la produttività originarie. Tali costi sono iscritti a conto economico dell’esercizio in cui sono stati sostenuti e non sono imputati a incremento del valore dei cespiti iscritti in stato patrimoniale.
Le spese di manutenzione straordinaria riguardano ampliamenti, ammodernamenti, sostituzioni e quindi tutti gli interventi che producono un aumento significativo e misurabile di capacità o produttività dei cespiti, prolungandone anche la vita utile. Pertanto, tali costi sono capitalizzabili nel limite del valore recuperabile del bene e possono essere portati a incremento del costo dell’immobile.
La disciplina fiscale è contenuta nell’art. 102, c. 6 del Tuir. Le spese di manutenzione ordinaria sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili. Le spese che eccedono il limite del 5% sono deducibili in quote costanti nei successivi 5 periodi d’imposta. Nell’anno del...