Trattamento fiscale dei proventi da cessione atleti dilettanti
Il passaggio a un'altra associazione/società equipollente è un’operazione che, pur realizzandosi con una certa frequenza, necessita di particolare attenzione.
In questo periodo gran parte dei sodalizi sportivi dilettantistici iniziano a essere coinvolti nelle trattative per il trasferimento dei diritti alle prestazioni degli atleti, fattispecie per cui vengono di seguito evidenziate le disposizioni fiscali applicabili che, è bene evidenziare, non fanno alcuna distinzione tra cessione definitiva o temporanea, fenomeno quest’ultimo meglio conosciuto con il termine di “prestito”.
Aspetti Iva
Premio di addestramento e formazione tecnica
a) Passaggio di un atleta dal mondo dilettantistico a quello professionistico - La legge sul professionismo sportivo (L. 91/1981), all’art. 6, prevede che “Nel caso di primo contratto deve essere stabilito dalle Federazioni sportive nazionali un premio di addestramento e formazione tecnica in favore della società od associazione sportiva presso la quale l'atleta ha svolto la sua ultima attività dilettantistica o giovanile”. Per quanto all’art. 15, c. 4 della prefata norma “Le somme incassate a titolo di premio di addestramento e formazione tecnica ai sensi dell'art. 6 sono equiparate alle operazioni esenti dall'imposta sul valore aggiunto”.
I cosiddetti premi di preparazione, versati ai sodalizi dilettantistici al momento della sigla del primo contratto da professionista, rientrano dunque tra le operazioni esenti di cui all'art. 10 D.P.R. 633/1972. Si trattasi di erogazioni premiali tendenti a garantire lo...