Decine di modelli per determinare cosa costituisce un investimento sostenibile e cosa no, aspettando l’imminente standard Ue che dovrebbe entrare in vigore dal 2022.
Per distinguere ciò che è da ciò che non è investimento verde, sono pubblicate a livello ufficiale più di 30 tassonomie tra Europa, Asia e America Latina, ognuna riflettendo peculiarità economiche nazionali nell’ambito di un mercato dei capitali globale che ha visto migliaia di miliardi riversarsi verso i fondi sostenibili.
L'Unione Europea dovrebbe varare la propria tassonomia degli investimenti verdi a gennaio 2022, in coerenza con l’obiettivo di ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030. La Cina ha una propria tassonomia completamente diversa: l'obiettivo è che le emissioni annuali smettano di crescere entro il 2030. Gli Stati Uniti non hanno nessuna tassonomia, né intendono adottarne; il Regno Unito ha annunciato che prenderà ispirazione dalla tassonomia del Cile, dato il comune peso dell’industria estrattiva e mineraria; e così via.
Tassonomia Ue - Gli adempimenti a carico degli intermediari di prodotti finanziari Ue (compresi i fondi pensione) stabiliscono che venga reso pubblico l’elenco degli investimenti che soddisfano i criteri climatici della tassonomia; per ogni investimento, fondo o portafoglio, dovranno indicare quale quota di investimenti sottostanti è conforme alle regole. La tassonomia Ue è un lungo elenco di attività economiche, dagli impianti siderurgici, alla produzione di energia eolica, alle ristrutturazioni edilizie,...