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Imposte e tasse 17 Febbraio 2023

Un 730 lungo 48 metri

È questa la misura del modello 730/2023, istruzioni comprese.

Tra il modello 730/2023 e le istruzioni, sono ben 160 pagine che moltiplicate per 29,5 cm del formato A4 fanno esattamente 47,52 metri. Non si tratta solo di un record. Siamo di fronte a un vero e proprio punto di non ritorno semplicemente pensando che solo 10 anni fa, la lunghezza del modello 730/2013 era di poco più di 28 metri (96 pagine).
Si tratta quindi di una crescita esponenziale che si basa su una media di 6,5 pagine l’anno.
Di fronte a tali dimensioni, si può ancora parlare del 730 come un modello precompilato? O forse è meglio definirlo definitivamente come un modello “precomplicato”. Tutto ciò senza dimenticare che il modello 730 è definito come la dichiarazione semplificata riservata ai contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale.

Come è stato possibile arrivare a queste dimensioni? Da che cosa è dovuta la crescita continua dei dichiarativi anche più semplici come il modello 730?
Da un’analisi dei vari quadri che compongono tale dichiarazione emerge, fin da subito, come l’imputato numero uno della crescita dimensionale siano i quadri dedicati alle deduzioni e detrazioni Irpef. Si tratta del famigerato “Quadro E - Oneri e spese” nel quale devono essere indicate tutte le spese che danno diritto a deduzioni dall’imponibile o a detrazioni dall’imposta dovuta dai contribuenti.
Ovviamente tale quadro deve riflettere quelle che sono le scelte del legislatore e, pertanto, se di colpa si può parlare, questa non è tanto del modello dichiarativo quanto della produzione, costante e continua nel tempo, di nuove e ulteriori fattispecie che danno diritto a deduzioni o detrazioni d’imposta.
A dimostrazione di quanto sopra si pensi che le istruzioni del solo quadro E del modello 730/2023 sono ben 42, mentre quelle necessarie alla compilazione del medesimo quadro nell’anno 2013 erano solamente 20!
È dunque nell’ampio panorama delle deduzioni e detrazioni d’imposta che si annida la crescita e la complicazione dei modelli dichiarativi dei redditi delle persone fisiche. Non è un caso che, da diversi anni, si siano sviluppate varie iniziative, purtroppo rimaste puntualmente inattuate, finalizzate alla riduzione di quelle che vengono definite con il termine di “tax expenditures” (esenzioni fiscali).

Ma se tutto ciò è vero l’aver trovato le ragioni della suddetta crescita non può essere sufficiente.
Serve sottoporre il modello 730, e più in generale tutta la modulistica dichiarativa, a un’imponente opera di snellimento, razionalizzazione e semplificazione.
Una potente cura dimagrante che si rende urgente e necessaria perché in un simile scenario è praticamente impossibile predisporre una dichiarazione dei redditi senza commettere errori. E le prime vittime di un sistema del genere sono proprio gli stessi contribuenti ai quali si va dicendo, ormai da troppi anni, che grazie alla telematica il Fisco italiano sta diventando sempre più semplice.
La riforma fiscale che il nuovo esecutivo sta predisponendo non può prescindere da questa vera e propria emergenza dichiarativa.
Esaminando i vari quadri e prospetti dei modelli dichiarativi in uso emergono infatti situazioni ormai anacronistiche nell’era della fatturazione elettronica, dei corrispettivi telematici e più in generale nella digitalizzazione del Fisco.
Se i vari modelli venissero ridotti all’essenziale, ovvero ai soli quadri utili alla determinazione delle imposte dovute e delle detrazioni e deduzioni spettanti, il numero e la lunghezza dei dichiarativi potrebbe ridursi sensibilmente. Sarebbe già un primo passo, molto importante, per riportare sulla terra il Fisco italiano.