Economia 23 Agosto 2021

Un fondo per il contrasto della povertà educativa minorile

La misura attiva dal 2016 e potenziata con il Decreto Rilancio.

Un minore è soggetto a povertà educativa quando è privato o compromesso il suo diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti. Non si tratta dunque di una lesione del solo diritto allo studio, ma della mancanza di opportunità educative in senso ampio. Generalmente, il fenomeno riguarda bambini e adolescenti che vivono in contesti sociali svantaggiati, caratterizzati da disagio familiare, precarietà occupazionale e deprivazione materiale. La legge di Stabilità per il 2016 ha previsto l’istituzione del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, con l’obiettivo di sostenere l’infanzia svantaggiata. Questo fondo viene alimentato dai versamenti delle fondazioni di origine bancaria, alle quali è stato riconosciuto un contributo (pari a 100 milioni di euro) per ciascun anno del triennio 2016-2018, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% dei versamenti effettuati al medesimo fondo. Successivamente, la legge di Bilancio 2019 ha confermato il fondo per il successivo triennio 2019-2021, mettendo a disposizione 55 milioni di euro annui di credito d’imposta a favore delle fondazioni di origine bancaria che possono usufruirne per il 65% degli importi versati. L’operatività del fondo è stata prorogata per il 2022 dall’art. 63, c. 5, D.L. 73/2021. Pertanto, per il 2022 viene rifinanziato il...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.