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Economia
14 Gennaio 2021
Un piccolo sostegno alla piccola economia nel Covid-19
Mentre le stime indicano 300.000 esercenti in meno nell'arco del 2020, ci si interroga sulle strategie da adottare per invertire la tendenza e aiutare la tradizionale rete di vicinato.
Avete presente quando, da piccoli, ci insegnano che “alla fine, contano i fatti. Le parole stanno a zero”? È un modo per insegnarci ad agire, a fare le cose e a portare risultati. Ebbene, in un momento come quello che stiamo vivendo, in che modo possiamo tradurre questo vecchio insegnamento? Quali sono i fatti concreti che possiamo mettere in atto per aiutare noi stessi, la nostra economia, il Paese, a uscire dalla crisi?
Il primo pensiero va a coloro che, nel corso del 2020, hanno chiuso la propria attività commerciale perché, molto spesso, non hanno “cuscinetti” di salvaguardia, ammortizzatori, patrimoni personali e tutele da utilizzare nei momenti di difficoltà. E questo è uno di quei momenti. Tra zone colorate, lockdown, totale assenza di turismo, il Normal Trade (attività tradizionali) è quello che sta patendo maggiormente la crisi economica. Di pari passo il settore dell'Ho.Re.Ca. (alberghiero) che patisce le stesse situazioni, accentuate da costi di struttura e del personale normalmente superiori.
Il secondo pensiero va a tutti i fornitori che lavorano con questi settori. Per ovvie ragioni mi concentro sugli studi professionali che hanno tra i clienti molti esercenti. A livello nazionale gli studi fiscali e quelli che si occupano di lavoro (circa 150.000 in tutta Italia) sono i principali fornitori di consulenza amministrativa e fiscale per i settori del dettaglio e dell'Ho.Re.Ca. Un...