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Imposte e tasse 12 Febbraio 2019

Un trust per frodare il Fisco? Nessun paracadute


Una pronuncia della Cassazione (sentenza 21.01.2019, n. 2569) offre un apprezzabile spunto di riflessione sui rimedi esperibili al cospetto di un trust che non sia diretto al perseguimento di interessi ritenuti meritevoli di tutela, ma istituito per eludere le garanzie patrimoniali del Fisco, in relazione a un debito tributario la cui sussistenza era stata ricordata al contribuente tramite l'invio di svariate cartelle di pagamento, per un importo complessivo di 364.000,00 euro: somma reclamata dall'Erario a titolo di imposte dirette, addizionali, IVA, interessi e sanzioni. A fronte di tale evenienza, il contribuente-debitore aveva pensato bene di procedere all'istituzione di un trust, segregando il proprio patrimonio immobiliare (5 immobili di proprietà) con la “dichiarata finalità” di garantire un reddito annuo ai propri figli che, alla scadenza del trust medesimo, sarebbero poi divenuti titolari del diritto di proprietà su tali beni. La finalità segregativa è stata, tuttavia, ritenuta simulatoria, essendo stato desunto come reale intento quello di sottrarre i beni all'apprensione del Fisco, con la conseguente “sottrazione al pagamento delle imposte”. La condanna, quindi, è irrimediabilmente arrivata a carico del contribuente-debitore che, a seguito di tale simulazione, è risultato imputato e condannato ai sensi dell'art. 11 D.Lgs. 74/2000. Secondo i giudici, non risulta illogico...

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