Un’opportunità per le controllate estere viene fornita dall’art. 1, cc. 87-95 L. 197/2022 che consente una tassazione agevolata in caso di rimpatrio di utili da partecipazioni in società estere localizzate in paradisi fiscali. Alcuni la definiscono già una sorta di voluntary disclosure dei dividendi black-list, ma occorre fare i conti con le disposizioni del Tuir per comprenderne bene i vantaggi.
Testualmente, la norma dispone che, ai fini di cui agli artt. 47, c. 4 e 89, c. 3 D.P.R. 917/1986, gli utili e le riserve di utili non ancora distribuiti alla data del 1.01.2023, presenti nei bilanci chiusi al 31.12.2021 (per i soggetti solari), possono essere integralmente esclusi dalla formazione del reddito del soggetto partecipante, a condizione che venga esercitata l’opzione per il versamento di un’imposta sostitutiva del 9% (per i soggetti Ires) e del 30% (per i soggetti Irpef). La disposizione si applica limitatamente alle partecipazioni detenute in regime di impresa. Le aliquote sono ridotte di 3 punti percentuali in relazione agli utili percepiti entro il termine di scadenza del versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta successivo a quello in corso al 31.12.2022, a condizione che gli stessi siano accantonati, per un periodo non inferiore a 2 esercizi, in una specifica riserva di patrimonio netto.
In caso di mancato rispetto delle condizioni, entro i 30 giorni decorrenti dal termine di...