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Imposte e tasse 29 Marzo 2019

Utilità e deduzione nei costi infragruppo


Sulla scia di un solco già ampiamente tracciato, la Cassazione (sentenza 8.03.2019, n. 6824) interviene ancora una volta sulla corretta applicazione del canone di inerenza, rispetto al riaddebito dei cosiddetti costi infragruppo: nel momento in cui la società capogruppo decida di fornire servizi o di occuparsi direttamente delle attività di interesse comune per il gruppo societario di appartenenza, suddividendo poi i relativi oneri tra le società del medesimo gruppo, l’onere della prova in ordine all'esistenza e inerenza di tali costi addebitati alle singole e autonome imprese spetta ai soggetti economici che attestino di avere ricevuto un determinato servizio. Oltre alla formale attestazione riconducibile alla ricezione di un determinato bene o servizio, affinché il corrispettivo sostenuto e riconosciuto alla società capofila sia deducibile ai fini delle imposte dirette e l'IVA assolta risulti detraibile in capo all’impresa destinataria del “riaddebito”, è necessario che questa abbia tratto dal servizio remunerato un'utilità concretamente e obiettivamente determinata o determinabile, oltre che adeguatamente documentata. Nella casistica oggetto di intervento giurisprudenziale veniva, in pratica, contestato che tra la società controllante e la società controllata si era materialmente attuata una strumentale duplicazione di servizi e che il riaddebito era stato di fatto...

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