RICERCA ARTICOLI
Gestione d'impresa 10 Novembre 2023

Vademecum di sopravvivenza per capi progetto occasionali (o aspiranti)

Il consiglio primario è quello di mettere da parte il lavoro abituale e di immedesimarsi nell’inusuale ruolo provando continuamente nuove prassi.

Nel contesto storico attuale è fondamentale essere cauti e adottare modelli organizzativi agili. Stanno nascendo nuovi principi per una gestione efficace dei progetti: ridurre la complessità, creare un ufficio dedicato, formare una nuova generazione di responsabili, utilizzare i metodi più moderni, adottare software ad hoc, ponderare le prestazioni. Tutto ciò implica la creazione di pacchetti di lavoro e di azioni per raggiungere scopi definiti. I capisaldi sono le persone, i processi e la tecnologia. Lo scopo è quello di presagire minacce capaci di compromettere l’esito finale. Per ridurre questa evenienza occorre programmare, predisporre e controllare le attività. Il rischio non può essere cancellato risolutivamente, ma si può ridurre con interventi mirati e una corretta valutazione. I componenti attuativi sono: la durata prevista, il budget stanziato, le innovazioni e la qualità del risultato. Nel processo vengono coinvolti individui e realtà i cui interessi sono in qualche modo correlati. È quindi determinante che ciascuno sappia esattamente qual è il suo ruolo specifico e le responsabilità durante l’arco temporale stabilito. Tutti i progetti sono unici e differiscono dalle mansioni ordinarie: hanno una struttura, un gruppo con ruoli, responsabilità e obiettivi, sono coordinati da capi progetto. Fino a oggi queste figure hanno agito in maniera...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.