Può il Fisco contestare i prezzi applicati da un imprenditore? Secondo l'opinione più accreditata, tale forma di rettifica (cd. transfer pricing interno) sarebbe preclusa in assenza di un quadro che offra una prova di evasione o indizi concordi in tal senso. Il Tuir prevede la tassazione delle cessioni interne unicamente sulla base dei corrispettivi percepiti. Il criterio del valore normale, di cui all'art. 9, soccorre invece nel caso delle operazioni gratuite con destinazione a finalità estranee all'esercizio dell'impresa e nell'ambito del transfer pricing esterno.
Tali principi trovano espressa conferma nell'art. 5 D.Lgs. 147/2015 che contiene una norma di interpretazione autentica rivolta a evitare sconfinamenti del potere valutativo del Fisco che sono, invece, riconosciuti nell'ambito dell'imposta di registro. Questa impostazione ha poi trovato conferma nella sentenza della Corte Suprema 25.06.2019, n. 16948. I giudici hanno effettuato una ricognizione della disciplina ribadendo che la disciplina del transfer pricing internazionale non ha natura antielusiva, ma è volta a preservare il principio di libera concorrenza. A maggior ragione, quindi, non si potrebbe ritenere la sussistenza di un principio non scritto applicabile al transfer pricing domestico.
Secondo i giudici, il confronto con il valore normale rappresenterebbe così solo un elemento indiziario ai fini dell'eventuale valutazione di...