Valutazione del patrimonio netto tramite multiplo dell'EBITDA
Succede spesso di approssimare il valore ricorrendo a metodi empirici e a indicatori nati nella pratica aziendale. Uno dei più accreditati è prendere a riferimento un multiplo di 6/10 volte il margine lordo, sottraendo la posizione finanziaria netta.
Il processo di stima di valore di un'azienda (enterprise value) o del patrimonio netto di un'impresa (equity value) consiste nel determinare, in scienza e coscienza, un importo di riferimento “asettico”, che possa essere considerato adeguato, in circostanze normali, astraendosi dalle fattispecie contingenti e dalle parti in causa con i loro particolari interessi.
Occorre per la sua determinazione applicare criteri e metodi di calcolo, per quanto possibile, dotati di:
- razionalità: un processo logico chiaro, convincente e come tale largamente condivisibile;
- dimostrabilità: applicare parametri e variabili riscontrabili e giustificabili;
- oggettività: non risentire degli interessi e aspettative di specifici portatori;
- stabilità: la stima ottenuta non deve subire variazioni per fatti contingenti o per mutamenti d'opinione.
È evidente la differenza con il concetto di prezzo, che viene, invece, condizionato dalle forze contrattuali in campo e dalle diverse utilità che le controparti possono conseguire. Il valore strategico per un acquirente industriale, volto a ottimizzare economie di scala, è ben superiore a quanto è disposto a spendere un investitore interessato a realizzare solo un buon affare.
Negli anni, la dottrina ha elaborato sistemi raffinati di calcolo, basati su complessi modelli di matematica finanziaria. Spesso, tuttavia, in prima approssimazione o come metodo di controllo, viene...