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Estero 05 Maggio 2026

Ventesimo pacchetto di sanzioni UE contro la Russia

Più controlli, stretta su energia e tecnologia e nuove misure antielusive.

Il ventesimo pacchetto di sanzioni adottato dall’UE contro la Russia segna un’attenzione più marcata alle criticità emerse negli ultimi anni. Le sanzioni europee, introdotte e progressivamente ampliate dopo l’invasione russa, mirano a comprimere le entrate strategiche russe, limitare l’accesso a tecnologie avanzate e isolare economicamente il Paese. Tuttavia, proprio l’esperienza dei precedenti pacchetti ha mostrato come la Russia riesca in parte ad aggirare le restrizioni, sfruttando reti commerciali alternative.

La novità più rilevante del ventesimo pacchetto riguarda proprio il contrasto a queste pratiche di elusione. L’UE introduce strumenti più incisivi per colpire operatori e società situati in Paesi terzi che facilitano l’esportazione verso la Russia di beni vietati. Non si tratta solo di ampliare le liste, ma di cambiare approccio: l’attenzione si sposta dalle sole relazioni dirette con Mosca alle catene globali che permettono di aggirare i divieti. Vengono introdotte misure antielusive aggiuntive per la sistematica e persistente incapacità di alcuni Paesi terzi (es. la Repubblica del Kirghizistan) di impedire la vendita, il trasferimento o l’esportazione in Russia di determinate macchine utensili e di determinate apparecchiature utilizzate per la fabbricazione di droni e missili in Russia. Il ventesimo pacchetto di sanzioni aggiunge 60 entità all’elenco di quelle che forniscono sostegno diretto o indiretto al complesso industriale militare russo o sono impegnate nell’elusione delle sanzioni; vengono ricomprese 32 entità stabilite in Russia e 28 in Paesi terzi (Cina, tra cui Hong Kong, Turchia, Emirati arabi uniti e Thailandia).

Viene prevista, inoltre, l’estensione delle restrizioni commerciali. Il nuovo pacchetto amplia l’elenco dei beni soggetti a divieto di esportazione, includendo materiali e componenti che possono avere un utilizzo militare o industriale strategico, come esplosivi, vetreria da laboratorio e additivi per lubrificanti, oltre a restrizioni per merci di vario genere, dalla gomma ai trattori.
Allo stesso tempo, vengono introdotti nuovi limiti alle importazioni dalla Russia. Si tratta di un intervento mirato, che punta a colpire settori specifici, tra cui i nuovi divieti di importazione di metalli, prodotti chimici e minerali, non ancora soggetti a sanzioni, per un valore superiore a 530 milioni di euro.
Anche il comparto energetico è al centro delle nuove misure. L’Unione Europea rafforza le restrizioni sulle modalità con cui il petrolio russo viene trasportato e commercializzato, intervenendo in particolare sulle pratiche utilizzate per aggirare i tetti di prezzo e i divieti esistenti. Questo include controlli più stringenti sulle navi coinvolte e sui servizi collegati al trasporto marittimo, con l’obiettivo di rendere più difficile l’utilizzo di circuiti alternativi.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda la finanza e le tecnologie digitali. Per la prima volta le nuove sanzioni tengono conto dell’uso di strumenti innovativi, come alcune piattaforme digitali e sistemi di pagamento alternativi, che possono essere impiegati per aggirare le restrizioni tradizionali.

Vengono inclusi, infine, nell’elenco dei produttori e fornitori globali colpiti da misure restrittive anche alcuni fornitori di Paesi terzi di articoli critici ad alta tecnologia, come entità con sede in Cina, Emirati Arabi Uniti, Uzbekistan, Kazakistan e Bielorussia, che hanno fornito beni a duplice uso o sistemi d’arma al complesso militare-industriale russo.