RICERCA ARTICOLI
ETS ed Enti non commerciali 06 Giugno 2026

Versamento Imu 2026 per enti non commerciali

Le norme di interpretazione autentica contenute nella legge di Bilancio 2026 ridefiniscono in modo puntuale quando le attività assistenziali, sanitarie e didattiche si considerano non commerciali ai fini Imu, ma senza diritto a rimborso.

La disciplina Imu applicabile agli enti non commerciali trova il proprio riferimento organico nella L. 160/2019 (art. 1, cc. 738-783), che ha riordinato il tributo, mantenendo quale fulcro dell’esenzione l’art. 7, c. 1, lett. i) D.Lgs. 504/1992. L’agevolazione si applica agli immobili utilizzati esclusivamente per lo svolgimento, con modalità non commerciali, di attività assistenziali, sanitarie, didattiche, culturali, ricreative, sportive, religiose. Analoga impostazione è ripresa dal Codice del Terzo settore (art. 82, c. 6 D.Lgs. 117/2017) per gli ETS non commerciali. Elemento centrale è dunque la qualificazione non commerciale dell’attività.Dal punto di vista operativo, gli enti non commerciali seguono un regime di versamento peculiare articolato in 3 rate: acconto (16.06) e secondo acconto (16.12) pari ciascuno al 50% dell’imposta dell’anno precedente, cui si aggiunge un saldo a conguaglio entro il 16.06 dell’anno successivo. Per il 2026, entro il 16.06 dovrà essere effettuato il versamento della prima rata 2026 e del conguaglio 2025. Il pagamento avviene tramite modello F24, con possibilità di compensazione di crediti nei confronti del medesimo Comune, da indicare nella dichiarazione Imu.Particolare attenzione richiede la gestione degli immobili a utilizzo misto. Se l’immobile è frazionabile catastalmente, l’esenzione opera solo sulla porzione destinata ad attività non commerciale, mentre la restante parte è imponibile. In assenza di...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.