Stando ai contenuti della relazione finale predisposto dalla Commissione interministeriale, il “riequilibrio” tra le 2 parti in causa, contribuenti e Fisco, dovrebbe passare attraverso l'ampliamento del contraddittorio preventivo, con la possibilità di ricorrere, seppur con precisi limiti, alla prova testimoniale e il divieto, per l'Amministrazione Finanziaria, di utilizzare elementi di prova acquisiti in violazione dei diritti fondamentali dell'individuo.
Sono questi strumenti che potrebbero riequilibrare il processo tributario garantendo, in misura quasi paritetica, gli interessi di entrambe le parti in causa.
La necessità avvertita dalla Commissione interministeriale è innanzitutto quella di avvicinare il processo tributario italiano ai principi comunitari. Ciò può essere raggiunto anche grazie al rafforzamento delle garanzie per i cittadini.
L'ampliamento del contraddittorio sarebbe sicuramente una delle prime misure da riformare, inserendo nello Statuto del contribuente (L. 212/2000) una disposizione che riconosca il diritto dei contribuenti ad essere sempre sentiti prima che sia adottato un atto impositivo nei loro confronti.
Altra misura da adottare, sempre nell'ottica di un ripristino della parità delle armi, consiste nel prevedere espressamente la nullità degli atti impositivi emessi in violazione delle garanzie procedurali (tra cui, appunto, la mancata instaurazione del...