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Gestione d'impresa 25 Marzo 2021

Vi presentiamo la Dark Kitchen

Una delle più promettenti declinazioni del food delivery: la cucina chiusa o Dark Kitchen o Cook Room che dir si voglia.

Con chiusure obbligate ed evoluzione “spinta” delle consegne a domicilio (food delivery), la sala ristorante si è trasferita nei soggiorni delle case private e il mondo della ristorazione ha dovuto ripensare al proprio modelli di business. In questo contesto le Dark Kitchen, che avevano già fatto timidamente capolino negli anni scorsi, hanno cominciato a diffondersi. Con il temine Dark Kitchen, spesso confuso e sovrapposto con quello di Ghost Kitchen, si fa comunque riferimento a una cucina chiusa e completamente dedicata al delivery, a un ristorante senza sala e che non prevede l'apertura al pubblico. Una formula inizialmente pensata per gestire gli ordini dei piatti, distinguendo quelli destinati alla “sala” del ristorante e quelli destinati al “domicilio”. In Italia è stata Glovo, una delle più note piattaforme di digital delivery food, ad aprire nel 2019 la sua Cook Room o Dark Kitchen che dir si voglia, cioè uno spazio dedicato alla cucina in outsourcing per i propri partner della ristorazione. Il progetto, nato quindi per la gestione efficace delle cucine e per il potenziamento delle vendite attuato senza aprire nuovi locali, oggi viene necessariamente ripensato. La pandemia ha infatti imposto nuove riflessioni, nuovi percorsi per reinventarsi, riproporsi, fidelizzare o anche semplicemente per sopravvivere e una Dark Kitchen può essere un’opportunità. Il primo e più...

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